Charbel's friends - Gli amici di san Charbel


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Testimonianze

Testimonianze

TESTIMONIANZE DI GRAZIE RICEVUTE

UN DEBITO ANNULLATO


Alcuni anni fa mi recavo tutti i giorni a fare un'iniezione a un anziano signore, chespesso si lamentava con me per la sua sorte. Diceva che per lui il 22 del mese è un giorno infausto, perché in tale giorno aveva perso il figlioletto e più recentemente la moglie. Inoltre mi assicurava di aver notato che spesso il 22 di ogni mese muoiono tante persone. Da quel giorno, anch’io feci caso che anche tra le mie conoscenze molti morivano proprio il 22, così cominciai a pregare il Signore ogni 22 del mese, affinché i miei parenti, amici e conoscenti fossero preservati da morte improvvisa. Alcuni anni dopo, mentre svolgevo lavori di casa e distrattamente seguivo alla TV il programma "Miracoli", appresi che in Libano c'era un Santo che faceva miracoli e grazie e che veniva invocato proprio il 22 di ogni mese. Annotai su un foglietto il suo nome, perché non lo avevo mai sentito, e da quella sera pregai San Charbel ogni 22 del mese. Dopo un po' di tempo persi il foglietto con il suo nome, ma continuai a pregarlo dicendo: "Il Santo che aiuta il 22”. Quest'anno a gennaio sono andata a Genova ad assistere mia madre e mia zia (rispettivamente di 88 e 91 anni) che non stavano bene, lasciando marito e due figli qui a Milano. Un pomeriggio mi sono rammaricata con mia zia di non essermi portata da casa neanche un libretto di preghiere né un rosario. Mia zia allora mi ha dato un suo libretto, dicendomi che era molto bello e si potevano pregare molti santi, anche poco conosciuti. In questo libretto ho ritrovato San Charbel e ho cominciato a pregarlo con una preghiera specifica, che ho ricopiato su un foglietto. Tornata a Milano, dopo la guarigione delle due anziane donne che son ancora vive e in buona salute, ho chiesto a mia figlia di cercare su internet se esistevano pubblicazioni su San Charbel e ho fatto comprare il libro "Sono qui per guarirti" che ho letto in tre ore. Da quel momento ho cominciato una novena per chiedere aiuto al nostro Santo per risolvere i gravi problemi economici in cui versa l'Associazione di cui facciamo parte, per la quale già noi avevamo versato molti contributi, senza riuscire a far fronte a tutti i debiti. Era il mese di giugno dell’anno in corso e, pochi giorni dopo la novena, mio figlio, che fa anch’egli parte dell'Associazione, mi dice che ci è stato condonato undebito di oltre 2000 euro da Pagine Gialle.

Preciso che avevamo da poco ricevuto una lettera dai legali di Pagine Gialle, del tenore: “Se non pagate procediamo legalmente”. Invece, senza che nessuno lo chiedesse, ci hanno condonato il debito.

Reputiamo tutti che questa sia una grazia di San Charbel, anche perché l'Associazione si occupa del trasporto di ammalati e disabili! Personalmente sono stupita e commossa che questo Santo si sia fatto trovare da me e sia "ricomparso" tutte le volte che ho perduto le sue tracce. Sono convinta che stia accompagnando la nostra Associazione, nonostante tutte le difficoltà, perché chiunque, anche con poca fede, non può non riconoscere che tutti questi fatti hanno una trama ben precisa e che l'intervento del Santo è avvenuto senza che io personalmente lo abbia cercato. Io stessa mi sento sostenuta da lui e mi ha affascinato molto conoscere la sua vita. Con tanta riconoscenza ringrazio lei per il libro che ha scritto e per la diffusione della figura di San Charbel.


Clara, Milano - novembre 2014


UNA SUORA MIRACOLATA

Una religiosa devota a san Charbel, che ha aderito alla nostra Associazione e ora fa una grande propaganda al Santo guaritore, ci ha inviato la sua toccante testimonianza, che desideriamo condividere con i nostri lettori a gloria di Dio. Ecco cosa ci scrive:
"Pur essendo ammalata di cancro diffuso in tutto il corpo, non ho chiesto a Dio la guarigione, ma di fare la Sua volontà. Due mesi fa mi spuntò una pustola all'orecchio, lo specialista mi disse che ci volevano tre mesi di cura con antibiotici per guarire, ma io sono allergica agli antibiotici. Ho detto: “Pazienza, il Signore lo sa!”. Il male era tanto, ero molto gonfia e violacea e i linfonodi erano grossi come uova.
Un giorno venne a visitarmi una dottoressa e mi unse l'orecchio con l’olio di San Charbel. Dormii tutta la notte e al mattino non c'era neppure il segno di tutto ciò che avevo. Lo specialista mi disse: "Temevo il peggio, dato che lei non può prendere antibiotici, ma devo affermare che una mano invisibile l'ha guarita".
Così a febbraio sono stata ad Annaya in visita al Santo, con il nostro padre fondatore, un’altra suora e una postulante. Non si vorrebbe mai staccarsi da lì, ma purtroppo bisogna sempre ritornare ai propri doveri. Ho dato un po’ di olio di san Charbel anche ad un parrocchiano che doveva essere operato d'urgenza per un tumore alla prostata che gli aveva bloccato un rene. La creatinina aveva raggiunto i 6 mg. Entrato d'urgenza in ospedale per togliere il rene e fare l'emodialisi, la sera si è unto con l'olio di san Charbel e i medici hanno constatato che non c'era più nulla da operare e dopo tutti gli accertamenti lo hanno mandato a casa e sta bene. Tutto a gloria di Dio che si serve come strumento di San Charbel !

Suor Alda, Pescara - febbraio 2010

TUMORE AI POLMONI

Maria Simon è figlia di emigranti libanesi, che nel 1922 hanno lasciato la loro patria per recarsi in Cile in cerca di fortuna. Maria cresce in quella terra, diventa insegnante e conduce una vita normale, finché nel 2006 scopre che un tumore ai polmoni la sta conducendo alla tomba. Viene ricoverata in un ospedale a Coquimbo, e non può essere trasferita in una struttura ospedaliera migliore per l’aggravarsi del male. E’ infatti ridotta a 30 chili e i medici non lasciano speranze.
Familiari e amici, ciò malgrado, non si rassegnano al verdetto infausto e fanno di tutto per strappare al cielo la grazia della sua guarigione. Inizia una catena di preghiere che arriva fino in Libano a Chiyah, il paese originario di Maria, dove un suo amico di nome Nehman Abboud, ne parla con sua zia. Costei si reca subito al monastero dove è sepolto San Charbel, prega presso la sua tomba, raccomanda Maria alle preghiere dei monaci e prende una bustina che contiene l’olio benedetto, qualche grano di incenso e un pezzetto di tela che ha toccato la tomba del santo e spedisce il tutto a Maria, che è ormai in fin di vita. Quando i parenti la ungono con l’olio di san Charbel, l’ammalata cade in un sonno profondo e sogna di essere guarita. Dal giorno dopo Maria inizia a respirare meglio, migliora a vista d'occhio, inzia a camminare e può respirare da sola senza il tubo di ossigeno. Viene dimessa dall'ospedale e in breve si riprende completamente. Quando un canale televisivo cileno trasmette la sua testimonianza, in Cile fiorisce la devozione a san Charbel.

PROFUMO DI OLIO

Nel mese di marzo 2007 Raffaella di Milano regala il libro “Sono qui per guarirti! Charbel il santo amico” a una giovane madre che assiste la sua neonata Maria in un ospedale milanese. I medici sostengono che è necessario operarla, perché Maria è nata prematura e presenta problemi alla retina, come avviene spesso in questi casi.
La madre, disperata, legge il libro d’un fiato e col marito inizia la novena a san Charbel per chiedere la guarigione della bambina. Raffaella le offre anche un batuffolo di cotone intriso di olio benedetto nel monastero di Annaya, dove è sepolto san Charbel. La donna lo ripone nell’armadietto dell’ospedale e ogni giorno al suo arrivo unge la bambina.
Il quarto giorno della novena, la donna si sveglia nel cuore della notte e sente intorno a sé un intenso profumo di olio. Si alza e controlla in tutta la casa, ma non c’è traccia di olio da nessuna parte. Torna a letto e si accorge che la strana fragranza proviene dal cuscino, lo esamina con cura, ma ovviamente non trova nulla su di esso. L’odore persiste per cinque minuti e infine scompare. La mattina dopo, in ospedale, la signora annusa il batuffolo con l’olio di Charbel. È lo stesso profumo che ha sentito nella notte. Lo interpreta come un segno della protezione del santo e come promessa della grazia. Il 6 aprile i medici si riuniscono per fissare l’intervento agli occhi di Maria, ma decidono di rimandarlo, per vedere se la retina si sistema naturalmente. Infatti si normalizza senza bisogno di operare. Maria ci vede bene! Perché san Charbel si è manifestato con lo strano profumo di olio ? Suppongo che, mentre il profumo di fiori è comune a diversi santi, forse, per farsi riconoscere, Charbel ha espresso la sua protezione con il profumo del mezzo con cui compie numerosi prodigi. Inoltre i ritratti dei santi orientali spesso trasudano miracolosamente olio, in segno di benedizione. Charbel ha forse voluto lasciare un'impronta inequivocabile della sua intercessione secondo i canoni della tradizione orientale a cui appartiene.



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