Charbel's friends - Gli amici di san Charbel


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Miracoli in Russia

San Charbel

MIRACOLI DI SAN CHARBEL IN RUSSIA


Anatoly, vuole presentarsi ai nostri lettori ?
Sono molto grato per questa opportunità di presentare al pubblico italiano il grande lavoro che svolgo con la collaborazione volontaria dei miei assistenti, che da nove anni mi aiutano a divulgare con molta devozione i miracoli innumerevoli che avvengono in Russia per intercessione del Santo cattolico Charbel Makhlouf.
Sono giornalista e scrittore professionista, abito nella regione di Lipetsk e sono autore di 32 libri pubblicati oltre che in Russia, anche in lingua ucraina, bielorussa, polacca, araba e coreana. Le edizioni complessive ammontano a un milione e mezzo di copie. Faccio parte della redazione del mensile "Lekar" (= Il Medico), diffuso in Russia e Bielorussia. Sono sportivo (ero un maestro di tennis), e mi occupo attivamente dell'educazione dei miei cinque nipoti. Ho ricevuto il titolo di "Honoured Culture Worker of Russia" dal governo russo, e il premio internazionale "George Soros". Sono piuttosto avanti negli anni e nella vita ho dovuto affrontare molte prove dolorose. Ho combattuto nella seconda guerra mondiale e ho avuto la fortuna di sopravvivere a uno dei suoi più terribili eventi, cioè l'assedio di San Pietroburgo (Leningrado), da parte delle truppe tedesche, che durò circa novecento giorni e dove oltre un milione e mezzo di persone morirono di fame, di stenti e sotto i bombardamenti. Sono padre di tre figli e come ho già detto, nonno di cinque nipoti.

Non tutti conoscono San Charbel Makhlouf, malgrado sia uno dei più grandi taumaturghi mai esistiti. Anche in Italia è ancora poco noto. Come ha conosciuto e divulgato in Russia l'opera del Santo libanese?
Circa dieci anni fa ho ricevuto una copia del mensile bielorusso "The Explorer", che pubblicava un ritratto di San Charbel. L'articolo diceva che il Santo aiuta le persone che cercano la guarigione da varie malattie e avvicina la gente al cristianesimo. Così abbiamo pubblicato il ritratto e la curiosa notizia sulla nostra rivista "Lekar", non prevedendo una risonanza così vasta da parte dei nostri lettori. Considero questo fenomeno un primo miracolo sulla via che mi ha condotto a San Charbel. La redazione è stata sommersa da una quantità incredibile di lettere che raccontavano le guarigioni ottenute applicando il suo ritratto sulle parti ammalate del corpo e invocando il suo aiuto. Più il tempo passava, più le lettere si moltiplicavano e arrivarono a riempire un sacco.
Su richiesta dei nostri lettori che volevano saperne di più, iniziammo una corrispondenza col monastero San Marone di Annaya, in Libano, dove ha vissuto ed è sepolto il Santo taumaturgo. In nove anni ho pubblicato sul giornale e sui miei libri circa 1600 testimonianze di guarigioni da vari tipi di malattie per intercessione di San Charbel Makhlouf, un fatto veramente impressionante: centinaia di miracoli, centinaia di guarigioni…! Oggi nei miei archivi conservo oltre ottocento lettere di ringraziamento a San Charbel. Quando abbiamo visitato il Libano e il monastero di Annaya, abbiamo portato con noi circa cinquecento lettere e fotografie di nostri lettori ammalati, dichiarati incurabili dalla medicina. Con l'aiuto del superiore del monastero, il Padre Wehbe, le abbiamo lasciate una notte presso la tomba del Santo e al nostro ritorno in Russia abbiamo reso le lettere e le fotografie ai proprietari, alcuni dei quali erano già guariti! L'esperimento ha funzionato! La mia devozione a San Charbel si è rafforzata maggiormente in occasione del mio pellegrinaggio, perché ho potuto constatare di persona la benefica attività del taumaturgo.
Per esempio ho avuto la fortuna di conoscere Nouhad Al-Chami, la donna araba che è stata operata da San Marone e da San Charbel. Madre di dodici figli, la donna era rimasta paralizzata senza speranza di guarigione e non poteva cibarsi che attraverso una cannuccia. Le sue condizioni erano così disperate che si era rivolta al Signore chiedendo di restituirle la salute o di prenderla con sé. I due santi le sono apparsi in sogno e l' hanno operata lasciandole i fili di sutura e le cicatrici. Quando l'ho incontrata al monastero, le ho visto le cicatrici sul collo. Abbiamo ricevuto altre testimonianze dirette di miracoli che descrivo nei miei libri. Non posso comunque tacere l'esperienza che ho avuto la prima notte trascorsa al monastero. Mi svegliai e nel buio vidi chiaramente un libro che fluttuava a circa un metro di distanza da me, col ritratto di San Charbel in copertina, che si avvicinava fino a posarsi tra le mie braccia. Poi udii una voce che parlava in una lingua straniera, a me sconosciuta, ma di cui capivo perfettamente il significato, che mi diceva "Fra tre mesi scriverai un libro su San Charbel e sarà richiestissimo". E così è stato.

Anatoly, pur appartenendo alla chiesa ortodossa lei ha divulgato in Russia, e con enorme successo, il culto di un santo cattolico. Come ha reagito il clero ortodosso?
E' un problema molto delicato. Le chiese locali hanno reagito con ostilità. Molti preti ortodossi invitarono i fedeli a bruciare l'immagine del santo "eretico", minacciando di espellere dalla chiesa chi fosse ricorso alla sua intercessione. Fui aspramente criticato per avere introdotto un santo di una religione ostile. Alcuni giornalisti russi e bielorussi si spinsero oltre, additandomi addirittura come un discepolo del diavolo. Anche i sacerdoti della chiesa cattolica di Minsk, la capitale della Bielorussa, dove vivono molti cattolici, confermarono la veridicità dell'esistenza di San Charbel, ma sostennero che le guarigioni erano un'invenzione del giornale.
La rivista dell'Università di Stato moscovita, che è considerata la migliore e la più grande università russa, pubblicò la risposta di Padre Massimo alla lettere degli studenti, che gli chiedevano come comportarsi nei riguardi del mio libro "Il fenomeno San Charbel". Il solo consiglio che il prete fu in grado di dare, fu di astenersi dal leggere qualsiasi tipo di sciocchezza riguardante santi stranieri e miracoli, ritenendo la cosa priva di interesse ed esprimeva molti dubbi sulle guarigioni. Potrei citare molti esempi simili. Ci sentivamo accerchiati dai nemici, mentre invece stavamo pubblicando le testimonianze sincere dei nostri lettori.

Nonostante le persecuzioni, pensa di avere ricevuto una missione speciale dal Santo libanese?
Ne sono assolutamente certo. Ritengo che il ruolo che ho svolto nel presentare San Charbel al popolo russo, sia la conferma che l'eremita libanese mi ha affidato una speciale missione a gloria di Dio onnipotente.

Ha fatto conoscere al Papa il suo lodevole apostolato?

Non ho mai incontrato il Pontefice, ma gli ho mandato due miei libri, che il Vaticano mi confermò di aver ricevuto con lettera del 28 aprile 2001 del Segretario di Stato, prima sezione - affari generali (la lettera è in francese) - che reca il numero di protocollo 494.720. Naturalmente mi piacerebbe far conoscere al Vaticano la mia attività in favore dell'ecumenismo. E' sempre stato un argomento scottante, che diventata sempre più attuale e urgente, in quanto i cristiani devono far fronte alle sfide crescenti del mondo moderno. Spero vivamente di essere ricevuto in udienza da Benedetto XVI, la cui fermezza nel difendere i valori tradizionali del cristianesimo mi ha molto colpito e che ammiro come pastore intrepido che guida con fermezza il gregge attraverso i pericoli dell'era moderna.

Vuole raccontarci qualche episodio di guarigione?
Come ho già detto disponiamo di numerosissime testimonianze. Oltre ai casi già descritti nei miei libri, posso citare la guarigione di Elena Medynsckaya, operaia in uno stabilimento siderurgico di Lipetsk, uno dei più grandi d'Europa. L'inquinamento nella nostra città, dovuto a questo stabilimento, è molto alto. Elena aveva lavorato per diversi anni nel reparto scorie, dove quasi quotidianamente inalava polvere tossica. Respirandola in continuazione si avvelenò e stava per morire. I parenti facevano di nascosto i preparativi per il funerale. Elena si rivolse con fervore San Charbel e una notte sognò di trovarsi in una gabbia di acciaio situata in un sotterraneo, quando all'improvviso vide il Santo che la liberava. Da quella notte la donna migliorò continuamente, è guarita ed ora gode buona salute.
Un'altra testimonianza ci è arrivata da una povera vedova che abita in un villaggio della taiga siberiana, una regione sommersa dalla neve e piena di animali feroci. Dopo la morte del marito la donna viveva da sola. Un giorno cadde e si fratturò gravemente; non c'era nessuno ad aiutarla. Per una settimana rimase sola e senza soccorsi, con pochissimo cibo e senz'acqua, perché ogni movimento le causava dolori atroci. Improvvisamente un vecchio, che assomigliava molto a San Charbel, le si presentò misteriosamente. Le diede cibo e acqua e la condusse all'ospedale, situato molto lontano dal villaggio, salvandole la vita. La donna attribuisce il prodigio al santo eremita. Il fatto ha dell'incredibile, ma conservo tutte le lettere nelle buste con l'indirizzo del mittente, affinché ogni testimonianza possa essere verificata.

Anatoly, lei ha pubblicato ad oggi ben 32 libri; oltre a San Charbel quali argomenti tratta ?
I temi sono piuttosto vari. Nel libro "La suddivisione nera" analizzo la disintegrazione dell'Unione Sovietica; in "Riposino in pace" parlo dell' assedio di Leningrado e delle sue vittime (ho già menzionato il tragico evento della seconda guerra mondiale in Russia all'inizio dell'intervista). Allo scoppio della guerra in Unione Sovietica, le donne della minoranza etnica tedesca della regione del Volga furono esiliate in Siberia e chiamate "gli ostaggi di Stalin". Ho pubblicato su questo argomento il libro "Gli ostaggi del dittatore". Ho presentato in diverse opere gli imperatori russi Alessandro I, Alessandro II, Alessandro III, e l'imperatrice Anna. Ora do la priorità ai temi religiosi e sto ultimando un libro dedicato ai santi che guariscono.

Cosa racconta nei cinque libri dedicati a San Charbel Makhlouf ?
Presento la vita e le opere del Santo e pubblico in particolare le testimonianze dei suoi miracoli in Russia. Un libro è stato tradotto in bielorusso e un altro nella versione siriana dell'arabo.

Può accennarci a qualche esperimento condotto dai ricercatori su San Charbel, oltre alle ricerche bioenergetiche di Irina Sakr ?
Sono a conoscenza di alcune sperimentazioni effettuate dagli istituti di ricerca di Mosca e Tbilisi (la capitale della Georgia). Ad esempio l'Istituto di Informazione e Tecnologie Elettromagnetiche ha scoperto che i ritratti di San Charbel irradiano incredibilmente onde elettromagnetiche come ogni normale essere vivente.

La sua famiglia condivide la sua devozione al grande Santo cattolico ?
I membri della mia famiglia sono molto devoti al santo Libanese. Mia moglie Natalia è presidente dell'associazione russa dedicata a San Charbel. Uno dei miei figli, Valentin, giornalista, mi ha aiutato a pubblicare i libri che lo riguardano e a disegnare le copertine. Tutti e tre siamo stati invitati al monastero libanese San Marone di Annaya, dove abbiamo sostato alcuni giorni. Presso la tomba del Santo abbiamo respirato la sua spiritualità e ne abbiamo percepito la presenza.

Qual è a suo parere il messaggio principale dell'eremita libanese all'uomo d'oggi?
A mio avviso la missione di Charbel è quella di confermare l'esistenza di Dio onnipotente attraverso i miracoli che la gente testimonia. Molte cose apparentemente impossibili possono realmente accadere quando si ha una salda fede in Dio e nell'intercessione dei santi.

Cos' ha in programma per il futuro?
Mi piacerebbe far conoscere ai lettori italiani, attraverso i miei libri, i miracoli che San Charbel ha operato in Russia, che, a mio parere, provano che la vera fede in Dio e i valori cristiani non conoscono frontiere.

Nella foto: la tomba di san Charbel Makhlouf

Intervista allo scrittore russo Anatoly Bayukansky, tratta dal libro di Patrizia Cattaneo "Sono qui per guarirti! Charbel il Santo Amico" Ed. Segno 2005, pubblicata sulla rivista "il Segno del Soprannaturale", XII.05



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